Privacy Policy Cookie Policy A un metro da te: Recensione in anteprima del film con Cole Sprouse e Haley Lu Richardson – Newsflix
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A un metro da te: Recensione in anteprima del film con Cole Sprouse e Haley Lu Richardson

“Abbiamo bisogno di quel contatto con la persona che amiamo quasi quanto il bisogno di respirare. Non l’ho capito fino al momento in cui non ho più potuto averlo.” – Stella

Questo l’incipit di A un metro da te e il concetto attorno al quale ruota l’intero film, che racconta la storia d’amore tra due adolescenti affetti da fibrosi cistica, interpretati da Haley Lu Richardson e Cole Sprouse e diretti da Justin Baldoni.
Protagonisti Stella e WiIl, conosciutisi nell’ospedale nel quale sono in cura, dove hanno scoperto i vari modi attraverso cui la terapia e la vita possono essere affrontate.

Ed è così che un’ottimista cronica e un inavvicinabile cinico interagiscono a distanza di sicurezza, “Five Feet Apart“, a un metro l’uno dall’altro, per non aggravare ulteriormente le loro già precarie condizioni di salute.
Consapevoli della lunghezza della propria vita e delle complicazioni che il loro status comporta, i due non riescono a resistere al sentimento trascendentale che nutrono e portano avanti una relazione senza mai sfiorarsi.

Five Feet Apart – questo il titolo originale del film distribuito in italia da Notorious Pictures – prova a sensibilizzare il pubblico sulla fibrosi cistica raccontando una storia d’amore alla Romeo e Giulietta e, almeno in parte, ci riesce.

La malattia genetica, infatti, non fa da semplice cornice, ma viene presentata e documentata lungo tutto il lungometraggio scandendo il ritmo di un genere dove, tuttavia, i cliché non mancano.
Destinato a un’audience prevalentemente teen, anche lo spettatore fuori target si ritroverà piacevolmente sorpreso dalla prima parte del film, che riesce efficacemente ad amalgamare gli ingredienti principali, facendo empatizzare presto con i personaggi e la loro complessa malattia.

Grande merito di ciò va dato a Haley Lu Richardson, capace di tutte le sfaccettature che un personaggio affetto da fibrosi cistica potesse offrire in due ore di film. La giovane e promettente attrice riesce a districarsi egregiamente tra i cliché young adult, soprattutto dal momento dell’arrivo di Will, il cinico ragazzo interpretato da Cole Sprouse. La star di Riverdale è stata sì capace di riscattare un personaggio stereotipato, ma non ci ha lasciato qualcosa di nuovo rispetto alle interpretazioni precedenti. La chimica tra i due, invece, è indiscutibile e convincente.

Tra i punti deboli, ma obbligati dalla trama, l’ambientazione unidimensionale dell’ospedale, che solo nella seconda parte del film si sposterà, forzatamente, verso l’esterno.
A dare dinamismo alle ambientazioni e ai dialoghi spesso prevedibili arrivano la regia di Justin Baldoni e le colonne sonore: il regista, alla sua prima esperienza dietro alla macchina da presa, fa il possibile per dare dinamismo a scene spesso senza sufficiente raggio di azione, mentre la musica si rivelerà la goccia capace di far traboccare il vaso della commozione dello spettatore, chiamato a resistere a montagne russe emozionali.

A un metro da te riesce a colpire appieno il pubblico amante del genere, provando a convincere anche l’audience più matura, grazie a un cast valido e a una sensibilizzazione della malattia che non sfocia mai nella retorica.
Tuttavia, il realismo della prima parte del film si scontrerà presto con cliché prevedibili e pleonastici che invaderanno la sceneggiatura dell’ultima frazione: le ambientazioni e le scelte out of character attribuite ai protagonisti – come ad esempio Stella che, con un disturbo ossessivo-compulsivo, d’un tratto si dimentica delle sue manie dell’ordine e del rispetto ferreo per le regole – abbattono le fondamenta del film.

Nonostante ciò, A un metro da te sarà in grado di conquistare il pubblico per cui è stato concepito, facendolo riflettere sia sulla malattia sia sull’importanza degli affetti; al contrario, le forzature di genere intaccheranno la fiducia dello spettatore demograficamente fuori target, ridimensionando il film a pellicola young adult romantica.

A un metro da te arriverà nelle sale italiane il 21 marzo. Andrete a vederlo? Fateci sapere le vostre impressioni sulla nostra pagina Facebook, su Twitter o su Instagram.